Cerambice della quercia

Nome scientifico: Cerambyx cerdo, Linnaeus, 1758

Classe: Insecta Ordine: Coleoptera Famiglia: Cerambycidae

 

Status: Codice Natura 2000 - 1088. La specie è presente negli Allegati II e IV della Direttiva Habitat 92/43/CEE e nell’Appendice II della Convenzione di Berna.
In Italia la specie è inserita nelle Liste Rosse e classificata come “Vulnerabile” (VU).

Distribuzione: Euro-irano-anatolico-maghrebina. La si ritrova in Europa centrale, meridionale e settentrionale fino alla Svezia; Africa settentrionale, Caucaso, Asia minore, Iran. È estinta in Gran Bretagna, Belgio, Olanda, Danimarca e Lussemburgo, è invece presente in tutta Italia.

Morfologia: Il Cerambice della quercia è un insetto di circa 10 centimetri di lunghezza, di colore nero brillante, con una peluria argentea diffusa su tutto il corpo. La differenza morfologica tra maschi e femmine si evidenzia nelle antenne, che nell’individuo maschio superano la lunghezza del corpo, nella femmina la eguagliano. Il torace ha una superficie liscia, con talune rughe trasversali più o meno regolari.

Habitat ed ecologia: Vive in ambiente boschivo o dove sono comunque presenti grandi e vecchie querce. Le larve vivono a spese del legno di alberi di grosse dimensioni, preferibilmente Quercus. La vita larvale dura 3-4 anni. Gli adulti volano al crepuscolo nei mesi di giugno e luglio durante i quali le femmine depongono le uova entro fessurazioni della corteccia. Le larve neosgusciate restano per circa un anno dentro questa parte della pianta dove scavano gallerie più o meno intricate; alla fine del secondo anno (autunno) penetrano nel legno e danno luogo a cunicoli. Giunta a maturità, la larva riapre il percorso verso l’esterno (anche con un foro della corteccia) per favorire la fuoriuscita dell’adulto. Giunta all’ultimo anno di vita preimmaginale, scava all’interno della pianta una celletta pupale, che cementa con una sostanza formata da una mescola di carbonato di calcio e albuminoidi, entro cui la pupa si differenzia in settembre. In genere, l’adulto sfarfalla prima dell’inverno, ma sciama dalla pianta solo nella primavera inoltrata dell’anno successivo.

Nel territorio della Giara si rinviene nei tronchi delle querce di grandi dimensioni; generalmente gli individui non si allontanano mai definitivamente dagli alberi nei quali si sono sviluppati.

Foto Guido Bohne CC BY-SA

Pagine correlate