Chiesa di San Pietro Apostolo

La costruzione della parrocchiale dedicata a San Pietro, attestata come pagante le decime sin dalla metà del XIV secolo, risale alla fine del Quattrocento, come dimostrerebbero una iscrizione ormai illeggibile conservatasi sulla facciata, e la data della consacrazione, avvenuta probabilmente nel 1488.

La tipologia costruttiva originaria è assimilabile agli edifici di culto realizzati in Sardegna nel periodo della dominazione aragonese; la chiesa è stata poi ampliata e rimaneggiata nel corso dei secoli. Gli interni del corpo principale, al quale si affianca il campanile a canna quadrata, presentano un'unica navata rettangolare, sulla quale si affacciano sei cappelle laterali. Sul presbiterio rialzato, racchiuso da una balaustra, si può osservare il monumentale altare maggiore, realizzato in marmo in stile barocco, impreziosito da intarsi policromi; al centro, la nicchia ospita una statua di San Pietro in cattedra. Sopra l'ingresso principale, la tribuna – o cantoria – ospita un organo a canne della fine dell’Ottocento, mentre in una delle cappelle è dislocato un organo Mancini del 1753, di pregevole fattura e perfettamente funzionante.

Nella prima cappella di destra, dedicata alla Madonna del Carmine, si può ammirare il famoso retablo del Maestro di Castelsardo, datato alla fine del Cinquecento, commissionato per la parrocchiale dai signori dell'epoca. Negli scomparti centrali sono rappresentati la Madonna in trono con il Bambino, e la Crocefissione; in quelli ai lati, l’arcangelo Michele, San Giacomo, San Pietro e San Paolo; ai bordi, nei polvaroli, si riconoscono gli evangelisti e vari santi; in basso, nella predella, sono descritti episodi della vita di San Pietro, e, nel tabernacolo, Cristo risorto e i papi San Clemente e San Gregorio.