Chiesa di Santa Maria Bambina in località Santa Luisa

La località nella quale sorge la chiesa presenta tracce di frequentazione dall’età prenuragica (neolitico recente): grazie al rinvenimento di reperti in ossidiana e selce, è stata riconosciuta la presenza di un’officina litica – cioè di un luogo dove gli uomini ricavavano dalla pietra strumenti, armi, utensili – non si riscontrano tuttavia i segni di una presenza stabile in epoche tanto remote.

Ad età romana risalgono frammenti di ceramiche e laterizi connessi alle tracce di un insediamento di dimensioni notevoli, che dal ciglio dell’altopiano si estende verso l’interno: si riconoscono edifici a pianta rettangolare con più vani, realizzati con blocchi ben lavorati. Nelle vicinanze del sito giacciono alcune lastre di basalto, originariamente inserite nelle murature, in cui sono scolpiti alcuni simboli fallici con probabile funzione apotropaica. Resti di macine in lava basaltica e fondi di torchio per la spremitura di frutti (dell’olivo e del lentisco) testimoniano attività economiche di carattere domestico.

Nell’area, inoltre, esisteva una chiesa, già scomparsa nell’Ottocento e di cui non si hanno documenti, poi sostituita da un nuovo edificio senza carattere. Nella stessa località è stata realizzata negli anni Settanta del Novecento una chiesetta (chiesa di Santa Maria Bambina) dedicata alla Madonna, alla quale era già dedicato un altarino.