Nuraghe e Fortificazione Punica Santu Antine

Il colle di Santu Antine, assimilabile ad una piccola giara, svetta nell'area del territorio di Genoni, il cui abitato sorge ai suoi piedi.

Presenta tracce di frequentazione fin dall'età nuragica: nell’area sommitale si trova il nuraghe omonimo, di tipologia complessa, affiancato da un pozzo profondo 40 m circa e circondato dai resti di un coevo villaggio. Al momento il pozzo risulta essere il più profondo della Sardegna nuragica e tra i maggiori dell'antichità; è stato interamente scavato ed ha restituito importanti materiali di età nuragica, punica e romana.

In età punica il sito fu fortificato con la sovrapposizione di un possente torrione quadrangolare, in blocchi di basalto e calcare, impostato sotto il ciglio del pianoro. Ospitava forse una guarnigione militare, con probabile funzione di controllo sulla via naturale che dalla Barbagia, attraversando la Marmilla, portava alla pianura del Campidano.

Il colle presenta tracce di una frequentazione continua anche in epoca romana, attestata tra l’altro dal ritrovamento di alcune sepolture e dei resti di strutture edilizie.

Ad età alto medievale dovrebbe risalire la chiesetta, dedicata a San Costantino e a Sant'Elena, oggi allo stato di rudere, edificata sul basamento della parte orientale della fortificazione punica.