Pozzo sacro di Coni

Non lontano dal nuraghe Santu Milanu si trova il pozzo sacro di Coni, che probabilmente prende nome dal toponimo di un villaggio sorto nell'area in epoca medievale.

La struttura ipogeica, che va ad intercettare la vena sorgiva, è di modeste dimensioni (m 1,20 di diametro, m 3,15 di altezza totale) ma di fattura accurata: ha forma circolare ed è realizzata in opera isodoma, con blocchi di basalto regolarmente squadrati e leggermente aggettanti; quest’ultimo dato fa intuire l'originaria esistenza di una tholos, di cui non si riscontravano tracce già al momento della scoperta, avvenuta casualmente nel 1912, nel corso di lavori agricoli. Cinque gradini immettono alla parte inferiore del pozzo, che poggia direttamente sulla roccia calcarea, nella quale è scavato il fondo. La superficie circostante era pavimentata in lastre di arenaria, al di sotto delle quali era un lastricato più antico, databile ad età romana per il ritrovamento di una moneta di Claudio il Gotico (268-270 d.C.), che attesta la frequentazione duratura del sito.

Al momento della scoperta, l’unico oggetto rinvenuto all’interno del pozzo, insieme a pochi vaghi in pasta vitrea, fu una statuetta femminile in bronzo, soprannominata da Giovanni Lilliu "Matriarca in preghiera" ed oggi esposta al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari.

Il pozzo ha subito negli anni pesanti interventi di restauro, i cui segni restano evidenti nell'impiego di cemento tra i blocchi, originariamente posati a secco.