Villa Asquer

Gli Asquer, di origine ligure, poi insigniti del titolo di Visconti di Fluminimaggiore, entrarono a far parte della nobiltà di Tuili in seguito al matrimonio, celebrato nel 1775, tra Giovanna e il primo conte di Tuili, Pietro Ripoll.

La costruzione della villa di famiglia fu portata a termine a metà dell’Ottocento, in forme neoclassiche attribuite alle maestranze dell'architetto Gaetano Cima. Gli Asquer vi abitarono dal 1920, dopo il matrimonio tra la feudataria donna Francesca Saveria Aymerich e il visconte don Gavino Asquer. Negli anni Ottanta del Novecento, cessata l'attività agricola che vi faceva capo, la villa fu abbandonata dai proprietari. In tempi recenti è stata acquistata dal Comune di Tuili, che ne ha fatto un centro culturale, nel quale sono ospitati il Museo dell’olivo e dell’olio e il Museo degli strumenti musicali sardi.

La struttura fronteggia la chiesa parrocchiale di San Pietro e si estende su un'area di 6.000 metri quadrati. Al centro è ubicata la casa padronale, distribuita su due livelli: al piano terra erano dislocati i locali per l’amministrazione dell'azienda e la servitù, mentre al primo piano si trovava la residenza privata degli Asquer. Nel cortile, sul retro e ai lati, si sviluppano gli ambienti di servizio, un tempo destinati alle attività agricole (in particolare alla lavorazione delle olive) e al ricovero degli animali.